Unesco da anni opera affinché il sogno Castelsecco  diventi realtà

Settimanale Arezzo  n. 106 del 03/02/07

Fin dal 1945, anno della sua fondazione, l'Unesco è un'organizzazione che agisce per il mantenimento della pace, il rispetto dei diritti umani e l'uguaglianza dei popoli attraverso i canali dell'educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione. Una delle priorità dell'Unesco è la difesa del patrimonio culturale e naturale dell'umanità, come recita la Convenzione del 1972. Oggi l'Italia ha un numero di club superiore alle cento unità e si è meritata di entrare nel Consiglio Permanente della Federazione mondiale. Ad Arezzo il club Unesco si è costituito il 12 ottobre 1984, e dal 2003 è stato promosso a "centro" , grado che nella nostra penisola possono vantare altre quattro città. Attualmente l'ensemble aretino è composta da 130 soci, come ci informa l'attuale presidente Luisa Maria Casillo, mentre ci accoglie nella sede di via Masaccio.

Ripercorrendo questa vostra ultraventennale esperienza, quali sono stati i momenti salienti?
Indimenticabili sono stati il convegno su Castelsecco del 1992 e il decennale festeggiato due anni dopo con un ritrovo internazionale sulla figura di Abel Vallmitjana. Possiamo anche ricordare gli incontri del 1998 con Lucarelli e altri tre scrittori della nuova generazione, o il ciclo di conferenze sulla letteratura in lingua araba del 2002. Il 2004 poi fu per noi un anno fondamentale, in quanto la Biblioteca del Centro di Documentazione venne inserita nella rete Unesco, alla pari di tre sole altre biblioteche italiane. Sempre nello stesso anno abbiamo ospitato la XXV Assemblea dei club e centri Unesco  e abbiamo sollecitato l'avvio dell'iter burocratico per l'inserimento del ciclo dellaLeggenda della Vera Croce di Piero della Francesca e del centro storico di Arezzo nella Lista del Patrimonio Mondiale. Senza scordare che in questi anni sono stati sostenuti seminari sulle diversità linguistiche, corsi di aggiornamento su biotecnologia e bioetica, altri sull'educazione animata all'arte per i ragazzi, concorsi per le scuole, conferenze, mostre e concerti. Lo scorso anno, come Centro Unesco di Arezzo, abbiamo presentato con successo il progetto del turismo sostenibile  all'Assemblea Nazionale e il nostro programma è stato adottato da tutti i club italiani.

In cosa si fonda l'idea di turismo sostenibile?
La nostra proposta consiste nel visitare paesi dove gli aspetti artistici sono poco conosciuti, promuovendo nel contempo lo sviluppo di centri di accoglienza turistica e la formazione di guide locali. Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul Brasile, dove il turismo è legato quasi esclusivamente all'aspetto folcloristico o mosso, nella peggiore delle ipotesi, da bassi interessi di natura sessuale. Il Brasile è invece una terra ricca di arte e possiede un grandioso barocco di influenza iberica che gli italiani non conoscono.

Per tornare a un tema che ci interessa molto da vicino, parliamo del convegno nazionale che si tenne nell'aprile del 1992 nella Sala dei Grandi della Provincia.
La due giorni  sul recupero e le prospettive di valorizzazione di Castelsecco fu un'iniziativa dell'allora presidente Gabriella Zanchi per onorare la memoria del marito Dario Bartoli, fervido sostenitore del risanamento della collina. Vi parteciparono personalità di spessore, ci furono interventi di rilievo, ma dopo l'incontro non seguirono atti concreti da parte delle istituzioni. Gli amministratori aretini misteriosamente non si vollero prodigare per questo recupero. E pensare che mettevamo loro a disposizione l'immortalità! Dopo il convegno chiedemmo anche l'inserimento del teatro di Castelsecco, unico esempio di odeon etrusco-italico ben conservato, nella Lista dei Tesori del Mondo. Successivamente appresi che era stato depennato dall'elenco e quando chiesi spiegazioni mi fu risposto che non era stato fatto alcun gesto tangibile per la valorizzazione dell'area e quindi San Cornelio non poteva rimanere nella prestigiosa elencazione. Obbiettivamente, come dare torto all'Unesco? La collina aveva raggiunto ormai un degrado indecente e il sito archeologico era irriconoscibile. Fu un'umiliazione dura da digerire.

Nel 2006 vi siete però dati una nuova chance.
L'Associazione Castelsecco ci chiese di aderire a questo meeting e, dopo aver visionato il progetto, firmammo con piacere un protocollo d'intesa. La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze aveva messo a disposizione un importante finanziamento per il recupero del colle dal punto di vista ambientale e il nostro direttivo intravide in questa collaborazione una strada importante da percorrere. Esaltato da una confacente cornice paesaggistica, il recupero dell'area archeologica avrebbe assunto ancora più valore. L'appuntamento fu anche l'occasione per presentare la ristampa degli atti del convegno del 1992 che studiosi di tutto il modo ci chiedevano da tempo, dato che ancora oggi sono considerati una guida imprescindibile per chiunque si voglia avvicinare alla storia di questo sito.

Il 18 maggio 2006 la Borsa Merci era stracolma di gente, a dimostrazione che gli aretini hanno a cuore il destino di San Cornelio, al contrario dei politici locali, puntualmente affetti da "miopia" .
Già, ancora una volta fu una giornata memorabile e tornammo a casa carichi di speranza per il futuro della collina, ma terminata la campagna elettorale tutto cadde nuovamente nell'oblio. La resa non è però nel nostro Dna, e prossimamente fisseremo un incontro con le istituzioni comunali per capire le loro intenzioni e continueremo ancora a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla salvaguardia e la valorizzazione di Castelsecco, cercando la collaborazione di più soggetti possibili.


Marco Botti

News & Eventi

Per contribuire al Progetto

Stato dei lavori


Ultimo Aggiornamento
18 /03/2008


Puoi controllare On Line l'evoluzione dei lavori di recupero della collina di San Cornelio.