È tutto pronto per il recupero della collina

Settimanale Arezzo  n. 133 del 15/09/07

Dopo cinque anni di impegno costante l'Associazione Castelsecco sembra essere finalmente riuscita a trovare le risorse per restituire a nuova vita la collina di San Cornelio.

«A metà dello scorso luglio» asserisce il presidente Maria Grazia Tonioni, « l'Ente Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ci ha comunicato ufficialmente di aver approvato il finanziamento per il primo modulo, da noi riveduto in funzione dell'Osservatorio per lo Studio della Micro-sismicità che sorgerà in cima al colle, grazie all'interessamento del professor Boschi, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Per il 2007 sono stati concessi 200.000 euro, utili a completare la progettazione, mentre con il nuovo anno ne dovrebbero arrivare 1.100.000».

Cosa comprende il primo stralcio di lavori?
«Il modulo iniziale include il recupero della colonica semidiruta e dei resti della chiesa di San Cornelio, utilizzata dai Giusti come cappella di famiglia fino ai primi anni Settanta. A seguito della profanazione delle tombe, nel 1972 gli stessi Giusti misero per iscritto l'intenzione di abbandonare l'edificio di culto. Oggi il Comune può inserirlo nel suo demanio per usucapione. Poiché sono ruderi contigui a quelli della colonica, la nostra idea è di recuperare anche questo volume da destinare all'Osservatorio. Il prof. Boschi vorrebbe portare ad Arezzo 16 ricercatori, dieci in più degli attuali, quindi ci sarà bisogno di spazi adeguati. Sempre nel primo modulo sono previste la realizzazione di un albereto di piante in via di estinzione, una bonifica sommitale della collina e la recinzione del sito archeologico».

Quando sarà pronto l'Osservatorio?
«Tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009 vorremmo consegnarlo al Comune, che a sua volta lo cederà all'Istituto di Geofisica. Fondamentale per il rispetto dei tempi sarà la collaborazione della Soprintendenza Archeologica e dello stesso Comune, perché a oggi non abbiamo la titolarità di fare niente, nemmeno la progettazione. Tuttavia ci sono segnali positivi da tutte le parti».

La questione che sta più a cuore agli aretini è il recupero dell'area santuariale etrusco-italica. Ci sono novità? «Il secondo modulo, che partirà nel 2009 grazie a nuovi finanziamenti dell'Ente Fondazione da approvare anno per anno, consiste proprio nel recupero del sito archeologico. La Soprintendenza si occuperà di tutto quello che concerne gli scavi. La prima opera da portare a compimento sarà la ristrutturazione del piccolo teatro per un importo di circa 1.200.000 euro. Il progetto è stato curato dal professor Donati e prevede di riportare alla luce tutto quello che è rimasto dell'antico odeon, integrandolo con una summa cavea fatta di gradinate in legno, com'era nella tradizione etrusca. Qui potranno essere realizzati spettacoli estivi di indubbio fascino. Nel frattempo sarà completata la bonifica ambientale».

Arriveranno solo finanziamenti dalla Cassa di Risparmio?
«Noi confidiamo anche negli sponsor privati. Ce ne sono alcuni che recentemente hanno dimostrato interesse per questo progetto. Entro la fine di settembre verrà ad Arezzo il professor Boschi per mettere a punto tutti i dettagli prima di partire con la progettazione dell'Osservatorio e nell'occasione ci auspichiamo che il Comune riesca a portare anche il ministro Mussi. Stilati i piani di lavoro, organizzeremo una conferenza stampa per illustrare il progetto alla cittadinanza e inviteremo quei mecenati  che hanno promesso aiuti economici. Se la banca si accollerà tutte le spese per il Centro di Sismologia, potremmo destinare le risorse private esclusivamente alla parte archeologica, quella che in futuro richiederà maggiori fondi».

È cambiato molto rispetto al progetto iniziale?
«Dal punto di vista ambientale e archeologico non è mutato niente, mentre varieranno altri aspetti. Ad esempio, gli ascensori inclinati per raggiungere la cima della collina saranno difficilmente realizzabili. Noi continuiamo a ritenerli importanti, perché negando la collina al traffico veicolare elimineremmo l'inquinamento. Ci dobbiamo però scontrare con i costi di realizzazione elevatissimi. Altra questione ardua da concretizzare sarà il balcone belvedere che, oltre ad avere una spesa al momento insostenibile, avrebbe un forte impatto ambientale. La stessa Soprintendenza ha già storto il naso. Portando avanti un progetto diviso in moduli potremo in ogni caso adeguarlo di anno in anno, in base alle finanze disponibili e ai vincoli che sorgeranno».

Al convegno sul turismo sostenibile  che il 18 settembre porterà ad Arezzo Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Unesco, si parlerà anche di Castelsecco?
«Sicuramente. Come da protocollo d'intesa, quando nel 2009 partirà il recupero archeologico, l'Associazione Castelsecco lo seguirà in sintonia con il Centro Unesco di Arezzo, che nel contempo cercherà di far reinserire il sito nella Lista dei Tesori dell'Umanità, da dove era stato depennato a causa del suo degrado».



Marco Botti

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Ultimo Aggiornamento
18 /03/2008


Puoi controllare On Line l'evoluzione dei lavori di recupero della collina di San Cornelio.