9 Febbraio 2007, incontro-svolta per l'avvenire di Castelsecco?

Settimanale Arezzo  n. 108 del 17/02/07

Lo scorso 9 Febbraio Città Aperta-Democratici per Arezzo ha organizzato un'assemblea nella sede della Circoscrizione Giotto per discutere del futuro di San Cornelio. All'appuntamento hanno preso parte tutte le energie positive  che da anni si impegnano per la valorizzazione e la salvaguardia della collina e del suo prezioso sito archeologico.

Durante l'incontro sono state nuovamente tracciate delle linee guida per il recupero del colle, dopo che per mesi tutto era caduto nell'oblio, con grave colpa delle istituzioni. Erano presenti, in prima fila, coloro che organizzarono lo scorso maggio il convegno alla Borsa Merci di Arezzo, ovvero l'Associazione Castelsecco e il Centro Unesco con il suo presidente Luisa Maria Casillo, la quale ha ricordato gli anni spesi nell'intento di rendere gli aretini (e i loro politici) coscienti del valore di questo luogo. Da segnalare anche la partecipazione di Beppe Croce di Legambiente e dei rappresentanti del Comitato di Quartiere Giotto e del Comitato per la Tutela della Valdichiana, due realtà sempre attente ai problemi del territorio.

Tanti gli interventi che si sono succeduti nel corso della riunione, come quello dell'ingegner Paolo Berti, che ha richiamato alla mente l'importanza della difesa di San Cornelio da qualsiasi ipotesi speculativa e l'essenzialità della rivalutazione dei tesori aretini, in questa delicata fase dell'economia cittadina.

Di spessore è stato il contributo della direttrice del Museo di Vetulonia Simona Rafanelli, curatrice assieme a Luigi Donati dell'Università di Firenze del progetto di recupero archeologico di Castelsecco. L'archeologa ha dapprima presentato un mini-documentario dal titolo San Cornelio nella memoria degli aretini, quindi ha rievocato a tutti i presenti la rilevanza e la tipicità di questo sito nell'intero panorama nazionale.

A ruota l'architetto Luigi Rafanelli e il professor Adriano Gradi hanno illustrato in successione i piani per il parco naturalistico e per il risanamento ambientale di San Cornelio, che non prevedono aumenti di cubature, ma la riqualificazione dei boschi e il recupero dei volumi già esistenti da adibire ad aree di servizio e ristoro e a centro permanente di studi. I progetti, suscettibili di modifiche migliorative da prendere collegialmente, insistono sulla completa chiusura al traffico della collina, sull'utilizzo dei parcheggi della futura Cittadella dello Sport , il ripristino dei sentieri e la possibile realizzazione di un sistema di ascensori inclinati e coperti dal terreno, di impatto minimo, per consentire un facile accesso anche a disabili e anziani.

La vera nota lieta della serata è che sono tornati a farsi vedere anche i politici. La presenza del consigliere regionale dei Ds Bruna Giovannini, da tempo assidua sostenitrice del recupero del colle, di Marco Manneschi di Città Aperta e Marco Tulli dei Verdi può essere vista come un segnale di risveglio anche politico verso Castelsecco.

Proprio i due consiglieri del Comune si sono fatti carico di stimolare tutti i colleghi di Palazzo Cavallo ad avere coraggio nell'intraprendere una scelta che non potrà che portare sconfinati benefici per il futuro di Arezzo dal punto di vista naturalistico, culturale, turistico ed economico.

A chiusura dell'incontro il presidente dell'Associazione Castelsecco Maria Grazia Tonioni ha ricordato la storia del progetto per il risanamento della collina, per il quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, dopo aver deliberato un lauto finanziamento, è rimasta invano in attesa di un segnale positivo da parte del Comune di Arezzo. Quando tutto sembrava ormai definitivamente tramontato, un nuovo e decisivo interessamento del presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi, ha nuovamente convinto i sovvenzionatori a investire sul colle.

L'idea di Boschi è il trasferimento all'interno di una parte degli edifici da recuperare del "Caesar", un sistema di monitoraggio centralizzato per lo studio della microsismicità nell'Appennino Centro-Settentrionale, che il geofisico Thomas Braun ha illustrato proprio durante l'incontro del 9 febbraio.

La rinascita di San Cornelio potrebbe quindi iniziare da questo primo programma, sul quale si è espresso già favorevolmente il vicesindaco Donella Mattesini, per proseguire in seguito con l'imprescindibile valorizzazione archeologica e ambientale.

Adesso tutti si aspettano che il "progetto Castelsecco" prenda finalmente corpo, e che da un impegno elettorale mancato possa trasformarsi nel fiore all'occhiello di questa Amministrazione.


Marco Botti

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Ultimo Aggiornamento
18 /03/2008


Puoi controllare On Line l'evoluzione dei lavori di recupero della collina di San Cornelio.