Settimanale Arezzo n. 79 del 17/06/06
Sembra incredibile, ma per il recupero della collina di San Cornelio e della sua sommità, dove si trova il sito archeologico di Castelsecco, qualcosa si sta muovendo. Siamo andati a conoscere quattro personaggi chiave dell'Associazione Castelsecco, che nel mese di maggio ha tenuto, assieme all'Unesco, un convegno che ha riscosso i più ampi consensi.
Maria Grazia Tonioni, l'attuale presidente, ci spiega come è sorta questa organizzazione.
«L'Associazione Castelsecco è nata quattro anni fa, fondata da un gruppo di amici. L'idea è venuta dopo una passeggiata sulla collina di San Cornelio. Siamo rimasti incantati e abbiamo pensato che sarebbe stato bello poterla recuperare. Ci siamo subito mossi per cercare dei fondi, ricevendo risposte negative. Finalmente la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ci ha proposto di redigere un progetto per il recupero del colle dal punto di vista ambientale. A quel punto abbiamo convenuto che ognuno di noi mettesse a disposizione la propria professionalità per realizzare questo lavoro. Purtroppo abbiamo incontrato molte difficoltà sulla nostra strada, spesso causate dalla ex Amministrazione comunale. Ci auguriamo che la nuova Giunta sia più propensa a darci una mano».
Cosa rappresenta questa collina per lei?
«Innanzi tutto magia, e a questo proposito invito tutti gli aretini a viverla appieno, perché è un luogo dove si respira un'aria diversa. Ricordo il concerto che abbiamo allestito lo scorso Ferragosto, è stata un'esperienza indimenticabile. Con la Provincia stiamo organizzando una serie di esecuzioni musicali anche per questa estate, perché nella cavea del teatro etrusco-italico c'è un'acustica splendida. Allo stesso tempo, però, quando penso a come è attualmente ridotta l'area provo grande sdegno. L'anno passato, in occasione del concerto, abbiamo chiesto agli organi competenti di ripulire la zona dall'immondizia, ma adesso il sito è di nuovo da bonificare e questo mi fa pensare che da quella volta niente è stato più fatto. Nelle aree di accesso troviamo di tutto: erbacce, materassi, fazzoletti, per non parlare dei tanti preservativi usati».
Luigi Donati, docente di Etruscologia e Simona Rafanelli, archeologa e direttrice del museo di Vetulonia, sono coloro che si occupano del recupero archeologico.
«Il nostro progetto è quello di riprendere gli scavi fatti da archeologi validissimi nel passato, per riportare alla luce il teatro, ma anche approfondire le indagini nelle aree circostanti, per comprendere meglio quanti erano i templi e le divinità cui era dedicata la zona. Nuove campagne chiarirebbero meglio il profilo storico della collina. Abbiamo visto che Arezzo, dagli ultimi ritrovamenti, affonda le radici nell'età villanoviana, quindi non è escluso che nel colle ci possano essere stati insediamenti analoghi».
L'architetto Luigi Rafanelli ci illustra il progetto elaborato per il recupero paesaggistico.
«Abbiamo iniziato il piano di lavoro nel 2003 e con alterne vicende questo si è sviluppato fino a quello attuale. È un progetto che riguarda il risanamento di un'area archeologica e ambientale ma è anche un programma di riqualificazione urbana della città, in quanto il colle sarebbe inserito all'interno di essa, come avvenne a Firenze per Piazzale Michelangelo. A Castelsecco troverebbero posto, oltre al percorso archeologico, anche un tragitto meccanizzato per raggiungere la sommità, una terrazza belvedere e un giardino d'inverno , utile per convegni, incontri, laboratori. L'introduzione della collina dentro la città farebbe aumentare il tasso di verde urbano e dovrebbe innescare anche un valido meccanismo economico legato al turismo ambientale».
Il percorso meccanizzato, non rischia di arrecare danni al paesaggio?
«Il nostro intento è valorizzare l'area, non deturparla. L'elemento qualificante del progetto è proprio quello di rendere il futuro parco totalmente pedonale, per cui bisogna trovare una alternativa ai veicoli per raggiungere i 425 metri di altezza. Le scale mobili avrebbero un urto devastante e dei costi troppo elevati, per questo abbiamo pensato a un ascensore inclinato, che viaggia per la massima parte interrato, che avrebbe poco impatto e consentirebbe a tutti di raggiungere la cima».
Marco Botti
Stato dei lavori
Ultimo Aggiornamento
18 /03/2008
Puoi controllare On Line l'evoluzione
dei lavori di recupero della collina
di San Cornelio.