Dispari opportunità!

Settimanale Arezzo  n. 111 del 10/03/07

Nei primi anni Settanta, quando fu riportato alla luce gran parte del complesso santuariale etrusco-italico di Castelsecco, Arezzo non riuscì a cogliere l occasione che gli si presentava. Era l epoca del boom orafo e il pensiero di investire in cultura non era la priorità dei nostri amministratori. Così, mentre nella vicina Siena un acuta progettualità creava i presupposti per l attivazione di una macchina turistico-culturale di qualità, la città della Chimera si espandeva con periferie dozzinali e scempi urbanistici all interno della stessa cinta muraria.

Sono passati più di trent anni ma la mentalità della classe dirigente sembra rimanere ancorata con nostalgia a un industria che non c è più, a scapito dell enorme ed eterogeneo patrimonio storico-artistico ereditato, la cui valorizzazione rimane per lo più affidata a grandi eventi organizzati una tantum.

L emblema di questa situazione è proprio la collina di San Cornelio che, come il nostro settimanale ha avuto modo di dire più volte in questi ultimi mesi, cela l unico teatro etrusco ancora perfettamente leggibile, un tesoro inestimabile alla pari degli affreschi di Piero della Francesca, che solo Arezzo può vantare.

Da ormai un lustro ci sono persone che si impegnano per la rivalutazione di questo colle dimenticato dagli aretini, ma nemmeno un ambizioso progetto di recupero naturalistico e archeologico suddiviso in moduli indipendenti, per il quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze aveva destinato un milione e mezzo di euro, è servito ad aprire gli occhi a gran parte della politica cittadina.

Il convegno organizzato da Centro Unesco e Associazione Castelsecco in concomitanza con la campagna elettorale del 2006, vide il futuro Sindaco spendere parole entusiaste per questo progetto, grazie al "quale gli aretini potranno guardare al futuro fieri del proprio passato". Dopo quel giorno l assoluto silenzio, rotto solo recentemente grazie all apertura di nuovi tavoli di concertazione, ai quali hanno contribuito alcuni politici evidentemente più sensibili a certe prospettive di sviluppo. Nel frattempo, però, la Giunta si è già impegnata a destinare i soldi della Fondazione per il recupero della Fortezza Medicea, con l aggiunta di un ulteriore contributo dello stesso Comune.

Sia chiaro, non abbiamo nulla da eccepire su questo restauro doveroso per la rivitalizzazione della parte alta della città. Quello che non ci convince, però, è l aver confinato Castelsecco in un limbo. Se è vero che i due recuperi non devono essere messi in competizione, perché non si creano le condizioni affinché le risorse vengano reperite e distribuite equamente tra i due progetti?

Quali sono le difficoltà che impediscono di attivare canali preferenziali con la Regione, per accedere a tipi di sovvenzione che Arezzo continua a ignorare, come i finanziamenti europei? Come è possibile non afferrare le potenzialità dei laboratori e dei piani didattici da espletare sul colle, dei quali si parla da tempo, che contribuirebbero a creare non solo quell humus culturale di cui Arezzo è carente, ma anche un economia di scala, nuovi posti di lavoro, prospettive per la locale Facoltà di Lettere e Filosofia?

Immaginiamocela questa città, un tempo gloriosa lucumonia etrusca e cruciale municipio romano, rivivere i fasti passati con un parco archeologico immerso nella natura, con siti finalmente usufruibili come piazzetta San Niccolò, con la creazione di itinerari a tema che da Castelsecco attraversano la valle del Bagnoro, salgono per Lignano e sfociano in Val di Chiana. E come non accennare all indotto che potrebbe derivare dalla riscoperta dei vasi corallini, da ergere a simbolo dell artigianato locale e tipico souvenir della nostra terra?

Ma le parole sono state dette tutte. Adesso ci auguriamo di vedere i nostri amministratori passare ai fatti, da subito. Enzo Boschi con il suo Istituto di Geofisica ci offre un rilevante punto di partenza dal quale innescare anche il processo di recupero archeologico e ambientale di San Cornelio. Non ci possiamo permettere di rimandare ancora questo progetto, né preporgli altro & rischieremmo di perdere veramente l ultimo treno.



Marco Botti

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Ultimo Aggiornamento
18 /03/2008


Puoi controllare On Line l'evoluzione dei lavori di recupero della collina di San Cornelio.