L'Associazione Castelsecco nasce ad Arezzo nel 2002, come un sogno di pochi, che nel tempo, diventando un sogno condiviso da molti, si sta trasformando in realtà. Un lontano giorno del gennaio 2002 freddo e ventoso due amiche, Maria Grazia Tonioni e Simona Rafanelli legate dalla passione per l'archeologia, la natura, la Storia, passeggiano sulla collina di San Cornelio fino al sito archeologico di Castelsecco, ammirando la meraviglia del paesaggio ed il degrado in cui versa la zona, sporca e abbandonata. Sognando ad alta voce hanno pensato che sarebbe stato bello riportare ala luce il sito archeologico di Castelsecco, il teatro, il santuario, e ridare al luogo la magia e la sacralità che ha sempre avuto sin dal lontano tempo degli Etruschi.
Si è pensato a quali azioni fare per portare avanti il progetto, come trovare i finanziamenti e la condivisione necessaria, anche perché quasi l'intera collina, per un'estensione di 55 ettari è di proprietà comunale. Si è buttata giù un'idea progettuale di massima, sono arrivate le prime condivisioni fattive da parte dell'Arch. Luigi Rafanelli, dell'Ing. Paolo Berti, da parte di alcuni esponenti della Amministrazione Comunale, l'Ing. Berti ha convinto il suo amico dio infanzia il Prof. Enzo Boschi, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologo ad accettare la presidenza onoraria della nascente associazione, abbiamo fatto la prima presentazione pubblica, in comune, accolta con interesse ma anche con grande scetticismo da molti che non credevano alla possibilità concreta del recupero dell'area.
Ci siamo posti immediatamente il problema del reperimento delle risorse necessarie per dar gambe al progetto e senza le quali non avrebbe potuto camminare. Ci siamo rivolti all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, da sempre presente sul territorio e sensibile ai progetti culturali. Lá abbiamo scoperto non una banca, ma degli amici, che credendo nella bontá dell'idea progettuale ci hanno consigliato sul da farsi.
Ci hanno detto che per progetti culturali c'erano pochi soldi e che sarebbe stato molto più bello, interessante e finanziabile presentare un progetto per il recupero ambientale e naturalistico, oltre che archeologico, dell'intera collina.
In quel momento iniziato il lavoro vero di progettazione del Parco Naturalistico e Archeologico della collina di Castelsecco. L'Ing. Paolo Berti ci ha messo in contato con il Prof. Adriano Gradi, giá ordinario per la Facoltá di Agraria dell'Universitá di Padova, corso di laurea in "Scienze Forestali ed Ambientali", espero di progetti di recupero ambientale, che da subito, con entusiasmo, ha aderito all'iniziativa e si è messo subito al lavoro per progettare la bonifica ambientale dell'intera area. Nel contempo l'Arch. Luigi Rafanelli con la figlia Marika ha iniziato un grande lavoro di progettazione che prevedeva il recupero degli edifici presenti nel Parco, la costruzione di un grande piazzale come "belvedere" sulla cittá, un giardino d'inverno, bar, biblioteca e tutto ciò che poteva servire a far vivere la collina, con lo scopo ultimo del recupero del sito archeologico. Cosí è nato il progetto, pensato per la cittá che avrebbe cambiato radicalmente i flussi turistici ed avrebbe dato ad Arezzo qualcosa di unico e speciale.
A questo punto serviva la condivisione e l'appoggio di tutti, privati, istituzioni, ecc. Nel 2003 è stato presentato il progetto in regione, con l'ausilio della Consigliera Regionale Bruna Giovannini. Ha riscosso un plauso da tutte le forze politiche presenti sul territorio, da AN, con il Consigliere Maurizio Bianconi, ai verdi, con Fabio Roggiolani, ai DS con Bruna Giovannini, la Margherita, con l'unico distinguo di Forza Italia che fin dall'inizio, per motivi politici, ha manifestato le sue perplessità. Successivamente, l'Associazione si è strutturata, ha trovato una sede, presso lo studio dell'Avvocato Guido Chessa che con entusiasmo ha aderito ed ha condiviso l'iniziativa. Ci sono state adesioni al progetto, da parte della Regione, della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana, della Universitá degli Studi di Siena, del Ministero dell'Ambiente, dell'Universitá degli Studi di Firenze, della facoltá di Scienze Forestali, delle Associazioni di categoria di commercianti, industriali, artigiani, di associazioni di privati cittadini, dal Club Unesco di Arezzo, ecc. le condizioni erano mature per andare avanti. Il percorso è stato faticoso, difficile, pieno di ostacoli, ma la convinzione, la determinazione della Presidente Maria Grazia Tonioni e di tutti i componenti dell'Associazione alla fine ci ha premiato. L'ostacolo più grande era quello di coinvolgere attivamente l'Amministrazione Comunale, proprietaria dei terreni, a destinarli interamente a Parco e a metterli a disposizione per poter effettuare il recupero. Si sono alternati momenti felici ed altri meno, fino ad arrivare alla delibera del Consiglio, del Luglio 2005, , dove all'unanimitá è stato votato il progetto da maggioranza e opposizione. L'Associazione Castelsecco si è ulteriormente strutturata, ha chiesto e ottenuto il riconoscimento giuridico, si è firmato un protocollo d'intesa con il Club UNESCO di Arezzo che si impegnano a fare con noi tutte le azioni necessarie per il recupero del sito archeologico di Castelsecco. Lungo il cammino tanti si sono avvicinati a noi, altri si sono allontanati, ma non abbiamo mai mollato.
Ovviamente, in tutto questo percorso l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze ci ha sempre supportato, dandoci preziosi consigli e incoraggiamenti ad andare avanti. Un ruolo importante lo ha svolto anche la Circoscrizione Giotto che ha sempre creduto nelle infinite potenzialitá del progetto. Ancora siamo nel 2005 e tanta fatica deve ancora essere fatta per arrivare a far decollare concretamente il progetto. Ci sono state le elezioni, è cambiata la l'Amministrazione Comunale ed il nuovo sindaco ha promesso di lavorare fattivamente per la realizzazione del progetto per il bene della cittá.
La Banca per erogare il contributo voleva che vi fossero condivisioni concrete e la totale disponibilità dell'Amministrazione Comunale. Sono stati fatti aggiustamenti all'idea progettuale iniziale, per renderla di più facile realizzazione e gestione. Il parco non poteva più vivere come una cattedrale nel deserto, doveva essere quotidianamente vissuto. Il Prof. Enzo Boschi ha proposto di utilizzare i fabbricati colonici recuperati (colonica diruta, chiesetta Giusti e Podere Palazzo) per trasferire ed ampliare la sede aretina dell'I.N.G.V. ed iniziare a dar vita così ad un polo scientifico, una piccola Erice, per intenderci, sulla collina, luogo ideale a suo dire per l'installazione di strumenti scientifici a lui necessari per costruire un polo europeo di ricerca per gli studi sui cambiamenti climatici. Cosí la collina sarebbe divenuta uun vero gioiello, una volta completato il recupero.
Il sito archeologico, la parte ambientale naturalistica, il Polo Scientifico, davano garanzia non solo della bontá del progetto, ma anche della sua realizzazione e valenza nel tempo. Nel Luglio 2007 l'Ente Cassa ha erogato il primo finanziamento di 200.000 Euro per il completamento della fase progettuale, propedeutico all'inizio dei lavori. L'Ing. Paolo berti e l'Arch. Luigi Rafanelli si sono occupati della progettazione del cosiddetto primo modulo, che comprende il recupero della colonica diruta e della chiesetta Giusti, da mettere a disposizione dell'I.N.G.V.. il Prof. Adriano Gradi e la Dott.ssa Simona Rafanelli hanno progettato la recinzione e la messa in sicurezza del sito archeologico di Castelsecco, il Prof. Gradi ha completato la progettazione finalizzata al recupero ambientale di 5 ettari di terreno della parte sommitale, il recupero della sentieristica, la creazione di un arboreto, un museo a cielo aperto di specie arboree autoctone a rischio di estinzione. La presidente Maria Grazia Tonioni ha coordinato e tenuto contatti con tutti per controllare che tutto andasse per il meglio. Inoltre assieme all'Avv. Guido Chessa, che ha seguito tutta la parte legale, ha cercato di risolvere ogni ostacolo. In mezzo alla proprietà comunale c'era una particella identificata con la chiesetta Giusti, che era di proprietá privata, abbandonata e dimenticata da decenni. Dopo lunghe ricerche si è ricostruita la storia della chiesetta dimenticata. Era la tomba di famiglia dei Giusti, dove erano riposte anche le spoglie del poeta Giuseppe Giusti. Negli anni era stata profanata, aveva subito furti e addirittura erano state rubate anche le spoglie dei defunti. Nel 1968 i proprietari scrivono all'allora Amministrazione ed alla Soprintendenza dichiarando di abbandonare la proprietá invitando gli Enti Pubblici, se interessati, ad acquisirla in cambio di una targa in memoria. Rimane tutto lettera morta. Da allora tutti se ne sono disinteressati, è stato rubato tutto, sono rimasti solo rovi e al cune pietre.
Nel contempo Maria Grazia Tonioni e Guido Chessa continuarono nella ricerca di possibili eredi della famiglia Giusti ancora in vita. Si sono controllati anagrafi nei comuni più disparati ed acquisito documentazioni fino a scoprire che era sì un bene abbandonato, ma che esisteva un'ultima erede residente a Napoli. Si sono presi contatti e ci siamo incontrati con l'erede a Castelsecco. È stato un incontro fortunato, l'erede ha dichiarato la sua volontá e disponibilitá a vendere la chiesetta all'Associazione poiché ne condivideva gli scopi e ne apprezzava il progetto che essa portava avanti. Fino a giungere al Febbraio 2008, quando è stato firmato il contratto di vendita. A questo punto l'Associazione Castelsecco, non era solo più titolare dell'idea progettuale, del reperimento delle risorse, ma anche di una proprietà nel cuore di Castelsecco che, una volta restaurata, avrebbe messo a disposizione della collettività come luogo di incontri,m convegni, studi, ecc. a questo punto, come in tutte le cose esiste un momento giusto, anche per Castelsecco è arrivato il suo momento. Il sindaco scrive alla banca, condivide il progetto, ed inizia ad attivare tutti gli uffici per gli adempimenti necessari. La Banca concede un ulteriore acconto di 150mila Euro per iniziare i lavori. L'Ing. Berti presenta i progetti completi per l'approvazione ed aspettiamo con ansia di porre la cosiddetta prima pietra a cui si spera se ne aggiungano molte altre, dopo ben sei anni di gioie e dolori il sogno comincia pian piano a divenire realtà. Entro un anno speriamo di mettere a disposizione del Prof. Boschi gli edifici restaurati in modo che vi si possa insediare. Poi proseguiremo con il recupero ambientale dell'intera collina e dell'altra colonica detta Podere Palazzo , sempre da consegnare all'I.N.G.V..
poi piano piano si spera di iniziare il recupero del sito archeologico, è giá pronto un progetto redatto dal Prof. Donati, docente di Etruscologia presso l'Universitá degli Studi di Firenze, che prevede il recupero del teatro etrusco in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana. Auspichiamo che inizino gli scavi per trovare ancora tesori nascosti per ridare a Castelsecco la dignitá e lo splendore che si merita. Ovviamente il percorso sará ancora lungo, ma con l'aiuto dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dell'UNESCO, dell'Amministrazione Comunale che riacquisirá un vero gioiello e di tutti coloro che la sentono una cosa propria da curare e valorizzare ce la faremo.
Quando un sogno diventa condiviso da molti può diventare realtá.
Stato dei lavori
Ultimo Aggiornamento
18 /03/2008
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dei lavori di recupero della collina
di San Cornelio.